Perchè è importante la verifica di fattibilità per ottenere contributi e finanziamenti

Un progetto “ammissibile” non si giudica solo dall’idea: conta la coerenza tra persona, attività, numeri, requisiti e tempi.

E’ necessario un incontro conoscitivo (gratuito) con una verifica di fattibilità del progetto d’impresa, per capire se ha senso andare avanti con business plan e domanda di agevolazione:

1) Pre-work: raccolta dati essenziali prima dell’incontro

Prima di sedersi al tavolo si raccolgono le informazioni minime che permettono una prima diagnosi, tipicamente:

  • Anagrafica e profilo del proponente (età, residenza, stato occupazionale, eventuali vincoli).
  • Localizzazione e sede di progetto (dove si svolgerà l’attività).
  • Descrizione sintetica dei servizi/prodotti e prezzi.
  • Budget investimenti e obiettivo di reddito.
  • Disponibilità di tempo (ore/settimana) e risorse operative.

Nella pratica, questo pre-work viene poi “validato” e approfondito durante l’incontro.

2) Incontro: domande guidate e analisi su 4 aree

Durante l’incontro (che può svolgersi anche in videocall), di solito, si lavora su quattro blocchi:

Persona e requisiti (ammissibilità e coerenza)
  • percorso, competenze, esperienze reali e certificazioni;
  • motivazione e disponibilità di tempo;
  • eventuali incompatibilità o criticità (es. assetto lavorativo attuale, vincoli territoriali, ecc.).

Questa parte è formalizzata come “Allineamento e contesto” e pre-screening dei requisiti soggettivi.

Modello di business

  • target clienti, posizionamento, fascia prezzo;
  • canali di acquisizione (social, passaparola, accordi, marketplace);
  • differenziazione reale (perché scegliere te, e non “in teoria”).

Anche qui spesso si “cristallizza” una frase di posizionamento e si verifica se è credibile rispetto al mercato locale.

Numeri essenziali (prima sostenibilità, non ancora business plan)

  1. Si stimano i numeri minimi per capire se il progetto “sta in piedi”, con logiche molto operative:
  • capacità produttiva (giorni/ore, durata servizio, max appuntamenti);
  • ticket medio e frequenza cliente;
  • costi fissi e costi variabili;
  • break-even e scenari (ad esempio: cosa succede se i clienti sono la metà?).

L’obiettivo è valutare capacità produttiva, ricavi attesi, costi fissi, break-even e uno scenario conservativo.

Aspetti autorizzativi e operativi

  1. Qui si evita l’errore più comune: scrivere un business plan “bello” su un’attività che poi non può partire. Si fa una checklist su:
  • requisiti professionali/abilitazioni;
  • pratiche amministrative (SCIA, requisiti igienico-sanitari, ecc.);
  • locale (idoneità, lavori, canone, tempi);
  • assicurazioni, privacy/consensi, sicurezza sul lavoro.

per individuare i punti “da verificare / da preparare / da attivare”.

3) Chiusura: scelta della strada di finanza agevolata e “piano di lavoro”

A fine incontro si fa un passaggio decisivo: quali misure hanno senso per quel profilo e quel progetto (Autoimpiego, Resto al Sud 2.0, altre misure), e soprattutto cosa manca prima di investire tempo nella scrittura del business plan.

Quando si va su strumenti gestiti in piattaforma (es. PIA/Invitalia), si chiariscono anche i prerequisiti tecnici minimi: accesso con identità digitale (SPID/CNS/CIE), disponibilità di firma digitale e PEC.

Il risultato dell’incontro: cosa deve emergere (e cosa verificare prima del business plan)

L’output di un incontro fatto bene non è “ok, procediamo”: è un risultato strutturato, che evidenzia:

  1. fattibilità (tecnica, economica, autorizzativa),
  2. rischi,
  3. approfondimenti obbligatori prima di scrivere il business plan,
  4. verifiche documentali che evitano rigetti, sospensioni o tempi lunghi.

1) Risultato atteso: un “semaforo” con condizioni

In pratica si dovrebbe uscire con un semaforo tipo:

  • Verde: basi solide, mancano solo completamenti (es. preventivi e scelta locale).
  • Giallo: idea buona ma ci sono rischi/variabili non ancora controllate (es. autorizzazioni, mercato, numeri troppo ottimistici).
  • Rosso: non conviene scrivere il business plan finché non si risolve un blocco (es. sede non idonea, investimenti non coerenti, numeri non sostenibili).

2) Rischi tipici da mettere subito “a verbale”

Ecco quelli che più spesso compromettono un progetto (o lo indeboliscono in istruttoria):

Rischio autorizzativo e “sede”

  • locale non ancora individuato o non idoneo;
  • lavori di adeguamento sottostimati;
  • tempi tecnici (SCIA, requisiti sanitari, impianti) non compatibili con l’avvio.

Se non è stato ancora identificato il locale né l’entità dei lavori” è un rischio che va gestito prima del business plan.

Rischio numeri troppo ottimistici

  • ricavi stimati senza prova (pre-adesioni, dati di mercato, capacità reale);
  • ticket medio e frequenza cliente non validati;
  • costi “dimenticati” (software, assicurazioni, marketing, consulenze, manutenzioni, POS, ecc.).

La differenza tra scenario base e scenario “50% clienti” è una verifica semplice ma potentissima: ti dice se l’impresa regge anche quando il mercato non parte subito.

Rischio di posizionamento generico

  • target troppo ampio (“tutti”);
  • differenziazione non misurabile (“sono empatica”) se non tradotta in processi/servizi concreti;
  • canali di acquisizione dichiarati ma non presidiabili (es. social senza piano editoriale e budget).

3) Approfondimenti da fare prima di scrivere il business plan

Qui è dove si risparmia davvero tempo e si aumenta la probabilità di approvazione.

Validazione domanda (micro-ricerca di mercato)

  • 10–20 interviste a potenziali clienti (problemi, prezzi, frequenza, preferenze);
  • mappa concorrenti (prezzi reali, recensioni, differenze, punti deboli);
  • verifica “piena” della domanda locale (non solo percezione).

Preventivi e investimenti “ammissibili e coerenti”

  • almeno 2–3 preventivi per le principali voci (attrezzature, arredi, lavori, software);
  • distinzione tra ciò che è indispensabile all’avvio e ciò che è “fase 2”;
  • cronoprogramma realistico (ordini, consegne, installazioni, collaudi).

Check autorizzativo e documentale

  • requisiti professionali, eventuali ulteriori attestazioni;
  • pratiche comunali e sanitarie, layout del locale, impiantistica;
  • privacy/consensi e assicurazione RC, sicurezza sul lavoro.

Questa checklist, se affrontata tardi, è una delle cause più comuni di rallentamenti.

Piano “operativo” di acquisizione clienti

  • offerta (pacchetti, abbonamenti, entry offer);
  • calendario promozionale e budget;
  • canali e KPI minimi (lead, conversione, ritorno, retention).

4) Verifiche operative prima di presentare la domanda in piattaforma

Quando si decide di procedere con la domanda, si controllano anche i prerequisiti pratici che spesso vengono sottovalutati:

  • accesso in area riservata con identità digitale (SPID/CNS/CIE);
  • firma digitale e PEC disponibili;
  • eventuale passaggio preliminare in “Anagrafica e deleghe” (per alcune forme) prima della compilazione;
  • correttezza dei dati anagrafici/impresa e gestione deleghe se non opera direttamente il titolare.

In sintesi

L’incontro conoscitivo e di fattibilità serve a fare una cosa semplice (ma rara): trasformare un’idea in un progetto controllabile. Il risultato non è un “via libera” generico, ma un elenco chiaro di:

  • ciò che è già solido,
  • ciò che può far saltare il progetto,
  • le verifiche e i documenti da produrre prima del business plan,
  • e la preparazione tecnica/amministrativa per presentare la domanda senza inciampi.

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