Autoimpiego al Centro-Nord: l’incentivo premia i progetti che stanno in piedi
Da 25 anni selezioniamo solo progetti ammissibili e imprenditori pronti: formiamo, validiamo e rendiamo robusti i numeri e la strategia con il supporto di una rete di Commercialisti diffusa in tutto il Centro-Nord
Negli ultimi mesi l’interesse per le misure di Autoimpiego è cresciuto anche nel Centro-Nord Italia. È un segnale positivo: più persone scelgono di mettersi in proprio, di creare lavoro, di investire in competenze e territorio. Ma è anche un terreno dove si commette spesso lo stesso errore: considerare l’incentivo come un “modulo da compilare”, invece che come un percorso selettivo che richiede numeri credibili, capacità di esecuzione e disciplina.
Questo percorso lo conosciamo da vicino da 25 anni. Abbiamo maturato esperienza operativa su questa stessa misura fin dalle sue prime versioni, quando era originariamente destinata soprattutto al Sud Italia. In questi anni ho visto cambiare procedure, criteri, piattaforme, controlli e logiche di valutazione, ma una cosa è rimasta stabile: vengono premiati i progetti che stanno in piedi, non quelli “scritti bene”.
Perché l’Autoimpiego non è per tutti (e va bene così)
Un incentivo all’Autoimpiego nasce per sostenere iniziative imprenditoriali reali, non semplici tentativi.
Ecco perché, nella pratica, molte domande:
- si fermano in istruttoria;
- vengono respinte;
- oppure vengono approvate ma generano imprese fragili, destinate a spegnersi.
La ragione più frequente non è “la burocrazia cattiva”.
È che il progetto non è stato testato prima di essere presentato.
Cosa fa davvero la differenza: requisiti, competenze, sostenibilità
Nel nostro lavoro selezioniamo e assistiamo solo progetti che dimostrano tre condizioni fondamentali:
-
Requisiti previsti dalla norma
Prima ancora di parlare di business plan, si verifica l’ammissibilità (soggettiva e oggettiva). È una fase di filtro: evita tempo perso e aspettative sbagliate. -
Competenze minime e reale capacità di esecuzione
L’idea conta, ma conta di più la persona che dovrà realizzarla. Senza competenze tecniche e operative adeguate, l’impresa non regge. -
Numeri robusti e pianificazione consapevole
Non basta “fare i conti”: bisogna dimostrare sostenibilità.
Ricavi attesi, margini, costi fissi, capacità produttiva, tempistiche: tutto deve essere coerente, verificabile, credibile.
Il nostro approccio: formare prima di presentare
Quello che ci distingue non è la capacità di caricare documenti su una piattaforma.
È il metodo.
Noi formiamo i richiedenti per:
- testare e rafforzare i numeri (break-even, margini, cash flow);
- verificare la fattibilità operativa (tempi, processi, vincoli);
- costruire strategie commerciali realistiche (canali, posizionamento, prezzi);
- impostare una pianificazione consapevole (12 mesi, step di avvio, rischi e contromisure).
In altre parole: prima rendiamo il progetto “impresa”, poi lo rendiamo “domanda”.
Uno studio-Hub per il Centro-Nord: competenze diffuse, regia unica
Il mio studio lavora come un Hub di rete con commercialisti ed esperti in finanza agevolata presenti in tutte le regioni del Centro-Nord. Questo modello ci consente di garantire:
- regia tecnica unica e standard qualitativi omogenei;
- sinergia tra specializzazioni (fiscale, economico-finanziario, procedurale, rendicontazione);
- assistenza da remoto (veloce, tracciabile, scalabile);
- presenza in loco quando serve (incontri, raccolta documenti, affiancamento operativo).
Il vantaggio per l’imprenditore è semplice: non deve scegliere tra “chi capisce i numeri” e “chi conosce la procedura”.
Ha entrambi, coordinati.
Selezione rigorosa: meno pratiche, più qualità
Non lavoriamo “a volume”.
Preferiamo gestire meno progetti, ma:
- coerenti con i requisiti;
- con imprenditori realmente motivati;
- con basi tecniche e numeriche solide.
Questo approccio tutela:
- il richiedente (che investe tempo e risorse);
- la qualità complessiva delle pratiche;
- la reputazione professionale di chi assiste.
L’incentivo è uno strumento. L’impresa è l’obiettivo.
Se stai valutando l’Autoimpiego nel Centro-Nord, il punto non è chiederti “come si presenta la domanda”.
La domanda giusta è:
Il mio progetto può stare in piedi anche senza incentivo?
Se sì, allora l’incentivo può accelerare.
Se no, l’incentivo non risolve.
Come lavoriamo: un percorso chiaro
- Valutazione preliminare (requisiti + fattibilità + semaforo)
- Rafforzamento del progetto (numeri, strategia, pianificazione)
- Assistenza procedurale (domanda, istruttoria, eventuale colloquio)
- Supporto operativo (erogazione e rendicontazione, quando previsto)
Vuoi capire se il tuo progetto è adatto all’Autoimpiego?
Il primo passo è una valutazione strutturata: requisiti, competenze, numeri e sostenibilità.
Solo dopo ha senso investire tempo nella procedura.
Se vuoi, scrivi a studio@centrella.it: ti dirò con chiarezza se il tuo progetto è procedibile, da correggere o da riprogettare.
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